AmicaBellezza, periodico di cultura, informazione. Tutti i diritti riservati © 2012 - P.IVA 01329040529 Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Perugia Numero 16 del 14/09/2012. Direttore Responsabile Alessandra Conforti.
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MEETING 2016 G.I.S.T. IV° CONGRESSO INTERNAZIONALE GIST - TRIESTE
friuli-venezia giulia (trieste) trieste

pubblicato il 18/07/2016 15:19:02 nella sezione "Informazione Scientifica"
MEETING 2016 G.I.S.T. IV° CONGRESSO INTERNAZIONALE GIST - TRIESTE

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TAVOLA ROTONDA ONCOLOGIA IN MEDICINA ESTETICA
MEETING 2016 G.I.S.T. IV° CONGRESSO INTERNAZIONALE GIST - TRIESTE
friuli-venezia giulia (trieste) trieste

pubblicato il 24/06/2016 00:00:00 nella sezione "Informazione Scientifica"
TAVOLA ROTONDA ONCOLOGIA IN MEDICINA ESTETICAMEETING 2016 G.I.S.T. IV° CONGRESSO INTERNAZIONALE GIST - TRIESTE

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NASO E PROFILO
La Rinoplastica o chirurgia per rimodellare il naso
veneto (venezia) venezia

pubblicato il 30/04/2015 10:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
NASO E PROFILOLa Rinoplastica o chirurgia per rimodellare il naso
dott. Alessandro Casadei

La rinoplastica o chirurgia per rimodellare il naso, è una delle procedure più comuni di chirurgia plastica. Si può ridurre il gibbo o aumentare la dimensione del naso, cambiare la forma della punta, restringere la larghezza delle narici; si può anche correggere un difetto congenito o traumatico, e può ridurre numerosi problemi di respirazione.

Prima di sottoporsi a un intervento bisogna riflettere attentamente sui propri desideri e discuterli apertamente con il proprio chirurgo. I migliori candidati per una rinoplastica sono le persone che desiderano un miglioramento nel modo in cui si vedono, non la perfezione. Se siete fisicamente in salute, psicologicamente stabili e realistici nelle aspettative, potete essere un buon candidato.

Nella visita iniziale il chirurgo vi chiederà cosa desiderate, valuterà la struttura del naso stesso, e discuterà con voi delle reali possibilità. Vi spiegherà anche i fattori che possono influenzare la procedura e il risultato, quali la forma delle vostre ossa nasali e cartilagini, l’aspetto del volto, lo spessore della pelle, la vostra età e le vostre aspettative. Siate sinceri nel dire al vostro chirurgo se avete avuto precedenti interventi o traumi al naso, anche se fosse accaduto molti anni prima, se soffrite di qualche allergia o difficoltà di respirazione , se assumete farmaci, vitamine o qualsiasi altro integratore, infine se fumate.

Il vostro chirurgo vi spiegherà la tecnica e l’anestesia che sarà usata, dove verrà eseguito l’intervento, i rischi e i costi che comporta, ed ogni altra alternativa terapeutica che potete avere. Non esitate a porre qualsiasi domanda, specialmente quelle riguardanti le vostre aspettative e inerenti i risultati.

Nel corso dell’ intervento (1 - 2 ore) la cartilagine e l’osso sono sagomati per ottenere la forma desiderata. Quando l’intervento è finito, verrà applicato una “placchetta” al dorso e delle leggere garze vaselinate nelle narici al posto dei tamponi per proteggere il vostro naso nella nuova forma.

Entro due giorni, la maggior parte dei pazienti stanno bene e sono in grado di tornare a scuola o al lavoro in circa 7-10 gg dopo l’intervento. Saranno necessarie, comunque, alcune settimane prima che vi possiate sentire completamente guariti. Nel primo mese dopo l’intervento il chirurgo vi sottoporrà a frequenti visite di controllo per poter esaminare il processo di guarigione.

Durante la guarigione, potrete cogliere alcune inaspettate reazioni dai familiari e dagli amici; non vedono una gran differenza nel vostro naso, o sono risentiti, specie se avete cambiato qualcosa che considerano una caratteristica familiare. Se dovesse succedere, provate a ricordare perché avete deciso di sottoporvi a questo intervento. Se avete ottenuto ciò che vi eravate proposti, il vostro intervento sarà un successo. Siate sicuri che questa fase passerà e giorno dopo giorno il vostro naso comincerà a presentarsi meglio. In una o due settimane non vi sembrerà più di aver fatto un intervento.
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PRP-HP, dal sangue la rivoluzionaria cura per la caduta dei capelli
marche (ascoli piceno) ascoli piceno

pubblicato il 30/04/2015 10:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
PRP-HP dal sangue la rivoluzionaria cura per la caduta dei capelli
a cura del Dott. Roberto Zunica

Diradamento della chioma, calvizie, caduta eccessiva dei capelli…..tutte situazioni che fanno venire i brividi solo al pensiero… A nessuno, uomo o donna che sia, fa piacere trovare tanti capelli su spazzole o cuscini, notare che i propri capelli sono sempre più radi e sottili, che lo specchio mostra, sempre più impietosamente, un cuoio capelluto impoverito… Fortunatamente la ricerca medica in campo tricologico è in continuo fermento ed apre le porte alla certezza che la guerra contro la perdita dei capelli, oggi conduce davvero a concreti risultati. La soluzione più moderna contro calvizie e diradamenti è fresca di importazione dalla Florida: si chiama PRP HT, ed è una tecnica che, per restituire alle chiome il passato splendore, sfrutta i fattori di crescita presenti naturalmente nelle piastrine del sangue.

LA TECNICA
PRP HT sta per "platelet rich plasma hair therapy", vale a dire terapia dei capelli con plasma arricchito di piastrine. Si tratta, quindi, di una tecnica medica, curativa, che rientra nel campo della medicina rigenerativa: infatti, si fonda sul principi secondo il quale le cellule staminali presenti nel bulbo del capello sono dotate di recettori per i fattori di crescita. Poiché il sangue contiene molte piastrine, cellule a loro volta ricchissime di fattori di crescita che hanno la funzione di autoriparare il corpo, si utilizza il sangue stesso del paziente, opportunamente lavorato con un macchinario, una centrifuga, che separa le componenti del sangue, proprio per ottenere un composto ricco di piastrine.I fattori di crescita presenti nelle piastrine sono così in grado di stimolare le staminali dei bulbi piliferi ancora presenti, ma silenti o sofferenti, a produrre il capello. Una metodica analoga è già applicata da tempo anche in campo odontoiatrico per favorire, attraverso questo sangue ricco di fattori di crescita, la ricrescita dell'osso attorno agli impianti , ma anche in campo ortopedico e dermatologico.

PER UOMINI E DONNE NESSUNO ESCLUSO
La nuova tecnica contro la calvizie è indicata nell'alopecia androgenetica, sia maschile (interessa l'85% degli uomini) sia femminile (colpisce il 50% delle donne in menopausa e un elevato numero di donne in età fertile, affette per esempio, da sindrome ovaio policistico). L'alopecia androgenetica è caratterizzata da una caduta di capelli lenta e quasi impercettibile, soprattutto su fronte, tempie e zona superiore del capo, dovuta principalmente all'azione degli ormoni androgeni, soprattutto il testosterone (presente anche nell'organismo femminile) che è trasformato da un enzima in un'altra sostanza (il diidrotestosterone) che provoca un'eccessiva produzione di sebo che soffoca i bulbi piliferi, atrofizzandoli gradualmente e impedendo loro di produrre altri capelli. La tecnica è efficace in tutti gli stadi della calvizie su base androgenetica, è comunque consigliabile non aspettare di avere un'area totalmente calva, ma trattare quando sono presenti diradamenti e miniaturizzazione dei fusti capillari. La procedura PRP HT viene impiegata anche nei casi di alopecia areata a chiazze, una forma di calvizie dalle cause non chiare (si ipotizza un'origine psicogena oppure autoimmune), caratterizzata dalla caduta dei capelli a ciocche. Anche in questa forma, più precocemente si inizia la terapia e migliori sono i risultati. Ma in questa affezione il /la paziente siaccorge del problema quando si manifesta la "chiazza" glabra, non avviene un diradamento progressivo come nell'androgenetica. La nuova soluzione si applica, infine, anche nei soggetti già sottoposti ad autotrapianto di bulbi del follicolo pilifero, per favorire un più veloce e maggiore attecchimento dei bulbi impiantati, stimolare la crescita di eventuali bulbi silenti, migliorando il risultato chirurgico, e favorire una più rapida guarigione della cute sottoposta a trapianto.

L' ESECUZIONE
La PRP è una tecnica ambulatoriale che richiede circa 30-45 minuti. Non servono particolari esami preparatori, ma se si hanno problemi della coagulazione o della funzionalità epatica è sempre consigliabile effettuare una valutazione preliminare dei parametri di laboratorio. Si comincia con il prelievo di sangue: come per un normale esame ematochimico, si prelevano 60-70 ml di sangue venoso. Le provette vengono immesse in una centrifuga che, in pochi minuti, separa le componenti del sangue e permette di ottenere una massa gelatinosa malleabile, il plasma ricco di piastrine (PRP), fonte di fattori di crescita (presenti all'interno delle piastrine). Il concentrato di piastrine ottenuto viene aspirato dalle provette in una siringa, pronto per essere iniettato. L'area diradata viene quindi anestetizzata localmente. Il medico specialista, stimola il cuoio capelluto con un roller, dispositivo a forma di rullo alla cui sommità sono poste micro-punte sottilissime e miniaturizzate, in grado di esercitare una lieve abrasione dello scalpo, per favorire l'attivazione dei fattori di crescita del capello. Il concentrato di piastrine viene quindi iniettato con aghi molto sottili nel cuoio capelluto, e poi si procede a un massaggio che ne favorisca la distribuzione. Il paziente può ritornare immediatamente alle consuetudinarie attività socio-lavorative.

I RISULTATI
La ricrescita dei capelli comincia a comparire dopo 1-2 mesi dalla prima seduta e raggiunge il culmine dopo sei mesi. Per potenziare ulteriormente il risultato, nei casi di diradamenti più seri, si ripete la procedura dopo 2-3 mesi. In genere, poi, si esegue una seduta di "richiamo" una volta l'anno. La tecnica è sicura, se effettuata da un medico esperto, perché si utilizza il sangue proprio, quindi senza rischi di rigetto, allergie o incompatibilità, e lo stesso sangue non entra mai in contatto con l'ambiente esterno o con il medico e quindi non può essere contaminato: il prelievo avviene con provette sterili e monouso, nelle quali il sangue viene centrifugato e dalle quali è aspirato, sempre con siringhe monouso, per le iniezioni. La centrifugazione stessa non modifica o altera le componenti del sangue, ma semplicemente le separa. Naturalmente è importante che il medico che effettua la PRP HT sia esperto nella metodica. Ancor più determinante, la pregressa diagnosi della natura di alopecia. Non si può dimenticare che il buon esito di ogni terapia presuppone il corretto inquadramento diagnostico…. Esistono infatti cadute di capelli e diradamenti che hanno all'origine carenze nutrizionali, stati disendocrini (malattie di ghiandole come tiroide, surreni, ovaio), alterazioni psicogene (caduta da stress, tricotillomania). Ovviamente anche per queste forme, esistono terapie mirate, in grado di assicurare ottimi recuperi, ma come sempre, in medicina, l'occhio "clinico" del professionista crea le basi per il successo della terapia.
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MEDICINA ESTETICA E SESSUALITA'
La sessualità maschile e femminile
lombardia (brescia) brescia

pubblicato il 30/04/2015 10:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
MEDICINA ESTETICA E SESSUALITALa sessualità maschile e femminile
Dott. Enrico Filippini

La “medicina estetica” e “medicina del benessere” richiamandosi al principio di salute indicato dall’OMS è la specialità medica che più si distingue per la ricerca del senso di appagamento soggettivo, la ricerca della piena armonia ed equilibrio tra corpo e cervello.

Ma cosa è l’estetica?
L' estetica è un settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale,
artistico e scientifico ma anche di bellezza del giudizio con quella morale e spirituale.
Il filosofo tedesco Baumgarten pubblicò Aesthetica nel 1750, usando un termine già da lui coniato nel 1735 nella sua tesi di laurea intitolata “Meditazioni filosofiche su argomenti concernenti la poesia”. La parola "aesthetica" ha origine dal greco e significa "percepire attraverso la mediazione del senso". Originariamente l'estetica infatti non è una parte a sé stante della filosofia, ma l'aspetto della conoscenza che riguarda l'uso dei sensi.

Richiamando il succitato significato etimologico della parola estetica, e cioè il collegamento con la percezione sensoriale, si può pensare che l’uomo – e probabilmente anche gli animali – tenda indissolubilmente soprattutto alla ricerca del piacere.

Il richiamo “forzoso” quindi di medicina estetica intesa come pura ed esclusiva ricerca della forma e fisico perfetti è molto limitativo e poco gratificante per chi come me opera da ormai 30 anni in questa specialità medica.
La sessualità, per esempio, può a pieno titolo rientrare tra gli argomenti che un buon medico estetico deve essere assolutamente in grado di approfondire con i propri pazienti. La sessualità eccita e coinvolge tutti gli organi di senso del nostro corpo, ci condiziona l’esistenza gia’ da quando siamo bambini tanto che, per esempio, se volessimo approfondire scopriremmo che il pur raro transessualismo primario può avere esordio precoce, nei primi tre anni di vita.
Disforie di genere, si chiamano i disturbi dell’identità sessuale: omosessualità effeminata,travestitismo,transessualismo: ”sono una donna intrappolata in un corpo d’uomo” è l’urlo doloroso di questi pazienti (in prevalenza maschi, con un rapporto di 10 a 1 sulle femmine) durante il colloquio col medico.

“Mens sana in corpore sano” non vuol dire solo corsetta tra i campi fioriti stile pubblicità ma certamente vuol dire anche avere un bellissimo viso,un buon profumo,ma anche soprattutto sentirsi nel corpo giusto che ci rappresenti.
La sessualità umana è colma di trappole, è difficile e spesso troppo omertosa, impossibile da raccontare, tanto è chiassosa e sfrontata all’apparenza, quanto nasconde tutte le fragilità, le asimmetrie, le ipocrisie di ciascuno di noi.

La sessualità è prima di tutto maschile e femminile. Sembra facile questa distinzione, ma solo all’apparenza. In realtà se ciascuno di voi si ponesse domande, anche molto semplici, riguardo la sessualità, partendo dagli organi della riproduzione passando per l’eccitazione e arrivando infine al senso di appagamento sessuale (quella sensazione che rimane “dopo tutto”,che ti fa rimanere nel letto tutto il giorno o che ti fa scappare via in pochi minuti) scoprirebbe che la maggior parte delle conoscenze che ha acquisito riguardano la sessualità maschile. Tanto sappiamo su come è fatto un uomo, molto meno una donna.

La sessualità maschile è stata analizzata in ogni minimo particolare e per ogni singolo problema della sessualità maschile è stata creata una molecola,un farmaco, una terapia per risolverla. Le società farmaceutiche che hanno costruito nuove pillole per favorire la sessualità maschile sono diventate multinazionali, ricchissime e potenti.
Per la sessualità femminile tanti fallimenti e pochi passi avanti; persino il punto G è ancora discusso: c’è? Non c’è? Non si sa! Non parliamo poi della discussione sull’origine dell’eccitazione femminile, sull’esistenza o meno dell’eiaculazione femminile e di come viene in realtà vissuta la sessualità nella donna: non come un “dover dimostrare” ma in realtà come un “poter essere”.
La sessualità, sia maschile che femminile ma con modalità diverse, è multifattoriale. Infatti ad essa concorrono fattori biologici, psicologici e fattori legati al contesto affettivo, di coppia e famiglia, culturale, sociale e professionale. La sessualità coinvolge, dal punto di vista della biologia umana, diversi sistemi: il sistema nervoso, metabolico, vascolare, muscolare ma soprattutto il sistema endocrino ormonale che ha effetto decisionale e modulatorio sui precedenti. L’identità sessuale di ciascuno di noi,e anche la funzione sessuale e la relazione di coppia richiede un saper osservare globale da parte di chi deve aiutare il paziente con problemi. Durante i miei anni di formazione professionale come specialista endocrinologo esperto in andrologia,ho sperimentato con efficacia soprattutto l’approccio multi specialistico al problema sessuale. Anni fa, frequentando un corso di perfezionamento in sessuologia clinica, ho imparato a dare importanza centrale al consulente sessuologo, che funga da rompighiaccio, da referente e relatore, che segua il paziente nel personale percorso diagnostico terapeutico. Il consulente sessuologo puo’ essere uno psicologo o un medico, ma deve avere necessariamente una visione a tutto campo riguardo la diagnosi e terapia delle diverse problematiche riscontrate. Come primo step diagnostico, quindi, oltre al consulente sessuolologo è importante il colloquio con l’endocrinologo, andrologo, lo psicologo e l’urologo per gli uomini e ginecologo per le donne. Nella mia pratica clinica,essendo riuscito ad organizzare un primo percorso diagnostico terapeutico con tutte le figure professionali essenziali,ho avuto pazienti molto più distesi, consapevoli della possibilità di guarire, attivamente partecipi, anche per la presenza del coordinatore. Ovviamente, visto i presupposti, si è alzata sensibilmente la percentuale di guarigione dei problemi di funzionamento sessuale in genere, ma soprattutto con il mio gruppo abbiamo verificato che i soggetti trattati hanno migliorato poi nel tempo i rapporti di coppia,rendendoli più stabili e gratificanti di prima.

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EPILAZIONE LASER DEFINITIVA: TRATTAMENTO MEDICO O NO ?

pubblicato il 20/04/2015 10:52:13 nella sezione "Informazione Scientifica"
EPILAZIONE LASER DEFINITIVA: TRATTAMENTO MEDICO O NO ?
Il tema della Epilazione laser riscuote oggi grande interesse tanto che rappresenta il trattamento laser più eseguito al mondo.

Nelle nostre città vediamo nascere continuamente nuovi centri estetici che promettono, con slogan spesso poco credibili, di eliminare per sempre questo inestetismo. E’ per questo motivo che abbiamo chiesto il parere su questo argomento ad autorevoli medici del Gruppo Italiano di Studio sulle Tecnologie G.I.S.T. al fine di fare chiarezza una volta per tutte.

Cominciamo allora la nostra intervista chiedendo a due Specialiste in Dermatologia di fama la Dr.ssa Rossana Castellana di Trieste e la Dr.ssa Tiziana Lazzari di Genova un loro parere sull’argomento.

"Dr.ssa Castellana, come si è arrivati alla necessità di eliminare i peli superflui?

“Nel corso dell'evoluzione umana il corpo dell'uomo ha perso gran parte dei suoi peli differenziandosi così dall'animale.

Ma sono stati soprattutto gli antichi romani che nella loro avanzata civiltà e nelle evolute cure termali hanno dato molta importanza al corpo glabro.

Gli anni 50 hanno dato vita alla modernità occidentale con l'esposizione disinibita del corpo, la moda della tintarella e i costumi da bagno sempre più succinti. Questo ha portato il sesso femminile ad una attento controllo sulla crescita dei peli.
Esibire un inguine peloso era divenuto increscioso se pur le ascelle abbiano cominciato ad essere depilate più tardi nel tempo.

Anche per l'uomo radersi ha assunto nei tempi moderni un significato di pulizia ed efficienza e sono stati i ciclisti professionisti ad avviare nei tempi moderni la pratica della depilazione maschile anche del corpo

Pinzette, cerette a caldo e a freddo, creme depilatorie, hanno fatto la parte da leone per molti anni seguite poi da depilatori elettici a strappo.
Parecchi decenni orsono i dermatologi hanno iniziato la pratica della elettrodepilazione, ma questa metodica dolorosa e lunga provoca una infiammazione persistente e spesso se non ben eseguita esiti cicatriziali.

Da parecchi anni sono giunti i laser a liberare dai fastidiosi peli uomini e donne e questa pratica diviene sempre più seguita.

Ma non tutti i laser sono sovrapponibili.

Ci sono trattamenti fatti dal medico altri proposti da istituti di estetica a prezzi stracciati e rimangono, quindi, dei quesiti importanti ai quali un medico preparato potrà rispondere:

"Quale è la differenza tra una epilazione in un Centro Medica ed in un istituto di estetica?
Perchè taluni propongono tante sedute altri poche?
Perchè i costi sono così diversi?
Quali sono i possibili effetti collaterali?

Cercheremo allora di chiarire questi quesiti insieme alla Dr.ssa Lazzari:

“La rimozione dei peli con il laser è stata approvata dall’FDA nel 1996 ed ha un eccellente profilo di sicurezza ed efficacia.
Le complicazioni sono rare se i trattamenti vengono eseguiti con attenzione e tenendo ben presente il fototipo del paziente.
Proprio per questo motivo è importante prima di sottoporsi a un trattamento di epilazione progressivamente definitiva un’accurata anamnesi da parte di un medico estetico o di un dermatologo, che possa eventualmente suggerire anche gli accertamenti ormonali opportuni nei casi di ipertricosi o irsutismo patologici.

Il trattamento, sia che venga effettuato con il laser che con le luci pulsate risulta certamente più sicuro ed efficace se eseguito da un medico e non dall’estetista.
I dubbi relativi per esempio alla funzionalità della luce pulsata derivano indubbiamente dal fatto che, per legge, anche i centri estetici possono utilizzare questo sistema, ovviamente con livelli di potenza normalizzata molto inferiore, e pertanto sono nate moltissime apparecchiature proprio per il settore dell’estetica.
E siccome spesso queste sono di scarsa qualità, il numero delle sedute proposte è molto elevato e i risultati ben lontani dalle aspettative di chi si sottopone al trattamento.

L’efficacia per una riduzione permanente dei peli è strettamente correlata con il colore del pelo e la fluenza utilizzata.

Controlli a lungo termine indicano una media di un 20%-30% di perdita di peli ad ogni trattamento. Di conseguenza la necessità di trattamenti multipli per ottenere la quasi totale scomparsa dei peli superflui.
La ricerca e l’esperienza dimostrano che nel paziente ideale, con pelle chiara e pelo nero, la probabilità di una riduzione a lungo termine è di circa l’80%-89% e dipende dalla tecnologia utilizzata.

Studi comparativi utilizzando diversi tipi di laser (rubino, alessandrite, diodo, Nd:YAG e luci pulsate ad alta intensità) indicano che la riduzione a lungo termine può essere ottenuta con tutti questi sistemi.

La massima fluenza tollerata è determinata dalla pigmentazione dell’epidermide.
I pazienti di fototipo chiaro e pelo scuro si trattano con grande facilità, quelli con fototipo alto pongono qualche problema in più.
Il numero di trattamenti necessari ad ottenere i migliori risultati nelle diverse sedi anatomiche non può essere definito a priori con certezza ma in genere non si superano le 6/8 sedute.
Un esiguo numero di pazienti può ottenere una riduzione a lungo termine con un solo trattamento mentre altri possono rispondere poco per ragioni ancora non ben conosciute.

Comunque la maggior parte dei pazienti risponde positivamente al trattamento.

Spesso i peli che ricrescono sono più sottili e più chiari come indicano la misurazione del diametro e del colore. Questo, se da un lato migliora già dalle prime sedute l’aspetto estetico dell’area trattata, complica non poco la scelta dei parametri da utilizzare nelle sedute successive per ottenere il risultato desiderato.

Utilizzando luci pulsate di ottima qualità sono consentiti al medico alti valori di potenza, che riescono a catturare anche peli di piccole dimensioni.
Avendo poi a disposizione uno spettro di lunghezze d’onda ampio, si riesce a lavorare con successo anche su peli più chiari e su alcune tipologie di pelo rosso.

Solo i peli biondo chiaro, bianchi e alcuni rossi non vengono catturati dalla luce.”

"Abbiamo voluto intervistare altri medici del GIST per avere un panorama più completo su questo argomento:
Dottor Michele Trevisani, in alcuni casi un’ eccessiva crescita di peli può far sospettare la presenza di un disordine metabolico. Come si comporta in questi casi?

“Effettivamente capita spesso che si rivolgano a me persone a cui è già stato diagnosticato questo problema, in questo caso, accanto alle terapie del caso, la depilazione definitiva riesce a dare risultai efficaci e soddisfacenti. In tutti gli altri casi è comunque mia cura fare una anamnesi accurata durante il primo incontro per capire chi ho di fronte e se sospetto un disordine metabolico/ormonale faccio eseguire alla paziente gli accertamenti necessari ed eventualmente la indirizzo agli specialisti competenti come ginecologo o endocrinologo.”

"Prof. Enrico Filippini, ritiene che i macchinari oggi dedicati al trattamento dei peli superflui siano tutti efficaci? Cosa consiglierebbe ai nostri lettori per evitare trappole?

“I macchinari utilizzati dai medici del centro medico estetico per la depilazione di Brescia e dal gruppo medici GIST sono ottimi e molto aggiornati. Anche i vari colleghi che lavorano nel campo della medicina estetica da molti anni hanno competenza e professionalità eccellente. Trappole? Quando un medico, e questo non è assolutamente difficile da scoprire, svolge da anni come per esempio i medici del GIST il suo lavoro con volontà ed entusiasmo, non sbaglia l’apparecchiatura ideale ed estremamente efficace per il suo paziente. Eliminare l’odiato problema estetico diventa facile, sicuro e veloce per il medico esperto. La trappola può trovarla solo chi, attratto da promozioni e risultati strabilianti, non cerca il medico esperto e di lunga carriera ma magari sceglie invece di entrare nel centro estetico della pubblicità.”

"Dottoressa Patrizia Matano, come è possibile riconoscere un trattamento medicalizzato professionale di epilazione da quelli molto più commerciali e perché è importante affidarsi a un professionista?

“La prima regola è sempre quella di affidarsi a persone con esperienza, meglio se medici anche perché, come per qualunque altro trattamento, anche la depilazione con laser o luce pulsata potrebbe portare al verificarsi di determinati problemi che un medico, rispetto a un semplice estetista, è in grado di affrontare e risolvere. Inoltre un medico è sempre un punto di riferimento e garantisce per il suo macchinario e sa come affrontare problemi particolari magari di ipertricosi.”





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NUOVO LIFTING PER LE PALPEBRE
Senza intervento chirurgico
marche (ascoli piceno) ascoli piceno

pubblicato il 28/03/2015 08:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
NUOVO LIFTING PER LE PALPEBRESenza intervento chirurgico
a cura del dottor Roberto Zunica

PLEXR: Blefaroplastica non ablativa, senza intervento chirurgico,senza ricorrere al bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso utilizzando il quarto stato della materia: il Plasma (gas atmosferici ionizzati). Il Plexr rappresenta l’ultima generazione di strumenti per la medicina estetica. Strumento ideale per effettuare tutti gli interventi di Chirurgia non Ablativa della Soft Surgery. Questo strumento totalmente wireless è estremamente maneggevole, ergonomico e nasce dalla necessità di intervenire su patologie dove risulta difficoltoso l’utilizzo di altri strumenti come il Laser o il Radiobisturi.
Il Plexr, generatore elettronico di plasma, utilizza il quarto stato della materia: il Plasma. I tessuti trattati “Sublimano” evitando così di comunicare alle zone circostanti eccessive quantità di calore.
Il principio sfruttato è la ionizzazione dei gas contenuti nell’aria per ottenere un piccolo arco elettrico simile ad un minuscolo fulmine, con il quale trattare le zone dermiche ed epidermiche interessate dalle problematiche estetiche, evitando così di comunicare al sottocutaneo quantità di calore indesiderate alle aree circostanti.
La blefaroplastica non ablativa con il Plexr, come dice lo stesso nome, senza intervento chirurgico,senza quindi ricorrere al bisturi o al laser per rimuovere la cute in eccesso, che conferisce allo sguardo un’aria stanca, oggi è possibile evitando così tutti i rischi dell’intervento tradizionale.
Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “Dinamica” in quanto permette all’operatore di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il trattamento, mettendo così in evidenza le pliche di cute ancora da trattare.
Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita “non ablativa” in quanto si effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso, senza asportare grasso e senza modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.
L’intervento di Blefaroplastica dinamica non ablativa si effettua eliminando i corneociti per sublimazione.
Ricordiamo che per sublimazione si intende il passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso o aeriforme.
Si opera intervenendo mediante piccoli spot effettuati con un Plexr, ciascuno di 500 micron distanziati tra loro per consentire, appena terminata la seduta, la perfetta plasticità del movimento palpebrale. Ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina basale e senza causare sanguinamento e, cosa più importante senza causare alcun danno necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti. Non richiede punti di sutura, medicazioni e cerotti. L’unica attenzione richiesta è l’applicazione di alcune gocce di collirio da applicare non nell’occhio, bensì sulla palpebra trattata. La seduta dura al massimo dieci minuti e le piccole “crosticine” inferiori ad un millimetro cadono dopo circa tre-sette giorni al massimo. Il post-operatorio dura solo alcuni giorni e non settimane, non si avranno ematomi o asimmetrie tra i due occhi e la durata nel tempo è la stessa dell’intervento fatto con la chirurgia tradizionale. Altro vantaggio è quello di non causare mai un’eccesiva apertura degli occhi con rischio di lagoftalmo e sguardo “spiritato”.
Si eviterà l’edema effettuando il trattamento in più sedute controllando così anche la cicatrizzazione. In alcuni casi esiterà un' eritema che scomparirà in circa due/ tre mesi. Le sedute si effettuano a distanza di un mese per un totale di circa quattro a seconda del caso.

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La Rimozione e cancellazione laser di tatuaggi
emilia-romagna (bologna) bologna

pubblicato il 28/03/2015 07:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
La Rimozione e cancellazione laser di tatuaggi
Dott. Michele Trevisani

Sino a pochi anni fa le tecniche usate per rimuovere i tatuaggi davano risultati deludenti: l'uso della dermoabrasione, della salabrasione, dei laser ad argon e Co2 lasciavano cicatrici al posto dei tatuaggi.
L'avvento dei laser Q-Switched ha permesso di eliminare i tatuaggi con un rischio praticamente inesistente di lasciare cicatrici.

Il Laser Versa Pulse è una apparecchiatura estremamente moderna e sofisticata costituita da ben quattro laser ognuno dei quali viene utilizzato per rimuovere un determinato colore.
La ricerca medica ci ha indicato quali lunghezze d'onda luminose dobbiamo utilizzare per rimuovere i vari colori dei tatuaggi, e quindi come farle rilasciare da un'apparecchiatura laser per la migliore rimozione dell'inchiostro del tatuaggio stesso.


Il laser Q-Switched rilascia un impulso luminoso ad alta densità di energia in tempi estremamente brevi, distruggendo la maggior quantità di inchiostro presente sulla cute.
L'impiego di tale combinazione di lunghezze d'onda e di impulsi estremamente brevi ma potenti determina la massima eliminazione dell'inchiostro tatuato, pur non intaccando la normale tessitura della cute.
Come agisce il laser per rimuovere i tatuaggi?

I laser Q-Switched rimuovono i tatuaggi con l'energia della luce. Le lunghezze d'onda che questi emettono vengono assorbite in maniera specifica dall’inchiostro del tatuaggio (Fototemolisi selettiva).

L'inchiostro dei tatuaggi viene rimosso usando una specifica lunghezza d'onda per il colore in questione, che assorbendo l'energia luminosa viene frammentato, ed i frammenti vengono eliminati dal naturale sistema di eliminazione del nostro organismo.

Quanti trattamenti laser sono necessari per cancellare o rimuovere i tatuaggi?

Il numero delle sedute dipende dalla quantità e dal tipo di inchiostro usato per fare il tatuaggio, e dalla profondità dell'inchiostro nella cute.
Che risultati si possono ottenere dall'azione del Laser sui tatuaggi?

L'utilizzo degli impulsi generati dai laser Q-Switched permette di cancellare i tatuaggi cutanei con un rischio praticamente inesistente di lasciare cicatrici.

Come viene effettuato il trattamento laser sulle macchie della pelle? Fa male?

L'impatto dell'energia del raggio sulla cute è simile allo schiocco di un elastico, è sostanzialmente indolore e quindi non richiede alcuna anestesia.

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THERMAGE
Per il ringiovanimento cutaneo del volto e del corpo
emilia-romagna (modena) modena

pubblicato il 28/03/2015 07:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
THERMAGEPer il ringiovanimento cutaneo del volto e del corpo
Dott.ssa Clelia Barini

L’obiettivo di questo articolo è quello di illustrare i principi di funzionamento del Thermage e di mostrare la continua evoluzione di questa metodica considerata unanimemente la tecnica “gold standard” per il ringiovanimento cutaneo del volto e del corpo. Nel settembre del 2004 e’ stato introdotto in Italia uno strumento chiamato TC Thermacool conosciuto piu’ comunemente come come Thermage . Nato negli Stati Uniti nel 1998, sfrutta la Radiofrequenza monopolare capacitiva come principio fisico attivo sfrutta cioe’ un’energia che, attraversando i tessuti, viene convertita in
energia termica .Durante il trattamento si sviluppa calore che aumenta man mano che si scende fino a raggiungere i 55°- 62° C nel derma profondo. La temperatura raggiunta
è responsabile dei due fenomeni che sono alla base degli effetti migliorativi del Thermage:
1) il 30 % delle fibre collagene pre-esistenti si accorciano e cio’ determina un effetto tensore , un effetto “lifting” .
2) i fibroblasti , cellule deputate alla sintesi di sostanze utili per la vitalita’ della pelle , vengono stimolati ad aumentare la produzione di nuovo collagene.
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La criolipolisi ultrasonica
lazio (roma) roma

pubblicato il 28/03/2015 07:00:00 nella sezione "Il medico risponde"
La criolipolisi ultrasonica
Dott. Carlo Capuano

La crescente richiesta di metodiche mini-invasive per la risoluzione o il miglioramento delle proble- matiche estetiche più comuni, ha determinato negli ultimi anni un forte impulso nella ricerca medica. Le adiposità localizzate sono state in passato affrontate con metodiche diverse più o meno efficaci ma comunque tutte con un grado di invasività non sempre proporzionato ai risultati. La Criolipolisi è un trattamento veramente innovativo il cui studio, iniziato nel 2009 a Minneapolis, è stato condot- to praticando successive biopsie su uomo e animali. L’obiettivo della ricerca era di individuare la temperatura ed il tempo di applicazione idonei a determinare l’apoptosi delle cellule adipose senza che si provocassero danni all’epi- dermide.
La Criolipolisi va praticata sulle adiposità localizzate trami- te un applicatore dotato di aspirazione vacuum, per far rag- giungere al tessuto adiposo temperature vicino allo zero. Il vantaggio del vacuum è di aspirare il tessuto da trattare per poter concentrare in loco il massimo raffreddamento senza che si diffonda ai tessuti circostanti in modo significativo. Il freddo induce l’apoptosi cellulare degli adipociti che,
distrutti, vengono riassorbiti nei novanta giorni successivi ed eliminati per via linfatica ed epatica.
I risultati del trattamento sono pertanto da attendersi nel- l’arco dei tre mesi successivi e trascorso tale periodo il paziente potrà sottoporsi a un’ ulteriore seduta.
Un effetto indesiderato di altre metodiche comune anche alla liposuzione è la lassità cutanea residua dovuta alla ridotta contrazione elastica dell’epidermide successiva allo svuotamento prodotto dalla riduzione del tessuto sottocu- taneo. Per tale ragione e per potenziare l’effetto della criolipolisi si è pensato di integrare questa metodica aggiungendo alcuni trattamenti di Ultrasuoni a Bassa Frequenza. Come dimostrato da Isse, gli ultrasuoni agiscono sul pan- nicolo adiposo e dopo l’applicazione si determina una ridu- zione dei legami connettivali intercellulari con lisi dello stroma di collagene adeso agli adipociti; i setti fibrosi sotto- cutanei si allentano spacchettando i noduli adipocitari ed inoltre, si induce lipolisi per lesione della membrana adipo- citaria.
Il vantaggio di questa sinergia è di ottenere una buona ridu- zione del tessuto adiposo, unita alla tonificazione del tessu- to, con riduzione dell’effetto “buccia d’arancia”.
Il razionale dell’associazione delle due metodiche consiste nell’aumento della superficie di contatto della criolipolisi su adipociti con stroma connettivale ridotto e nell’attività diretta degli ultrasuoni.
E’ infatti nozione comune che gli ultrasuoni si diffondano meglio nei tessuti compatti riuscendo ad esercitare una più marcata azione sulla membrana degli adipociti.
Abbiamo praticato questa metodica in varie zone corporee alcune delle quali difficili da trattare con le tecniche tradi- zionali ed in particolare le braccia; i risultati sono stati molto incoraggianti e di soddisfazione per i pazienti.
Gli effetti collaterali del trattamento sono limitati ad un arrossamento che perdura per alcune ore, formicolio o intorpidimento e in alcuni casi, per la verità eccezionali, ecchimosi temporanee. La metodica non necessita di ane- stesia, è ambulatoriale e consente l’immediata ripresa della vita sociale.
Gli adipociti cosi lisati sono eliminati con naturale azione fisiologica per via linfatica ed epatica e alla fine del tratta- mento si consiglia ai pazienti di bere abbondantemente. Sono esclusi dal trattamento i pazienti obesi, i pazienti con insufficienza renale o epatica ed i pazienti con crioglubuli- nemia.
Il nostro schema di trattamento complessivamente prevede due applicazioni di CRIOLIPODERMA a distanza di novanta giorni una dall’altra. e di sei applicazioni di Ultrasuoni suddivisi in due cicli. Ogni ciclo prevede un’ap- plicazione di Criolipoderma e tre applicazioni di ultrasuo- ni a distanza di 15 giorni una dall’altra.
Il principale neo di questa metodica e’ il tempo; ogni zona necessita di circa 90 minuti tra criolipolisi ed ultrasuoni, ma la ripresa funzionale è immediata, non prevede conva- lescenza e il paziente può riprendere rapidamente le sue normali attività.
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pubblicato il 17/03/2015 20:00:00
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