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COSMESI E SOLE IN UN CONCETTO ANTI-AGING

a cura del Dott. Giovanni Turra


L’invecchiamento della cute è dato dalla sommatoria di fattori intrinseci in senso ipotrofico a livello del derma, del muscolo e dell’osso, che si uniscono al danno provocato dalle radiazioni solari.
L’azione delle radiazioni solari induce, infatti, modifiche del DNA cellulare, danneggia le fibre di collagene di sostegno, attiva le metalloproteinasi e produce stress ossidativo in grado di danneggiare tutte le proteine e le struttura della pelle. Parlando di raggi ultravioletti del sole dobbiamo distinguere i raggi UVB, che si fermano agli strati più superficiali della cute e sono causa di eritema (scottatura), e i raggi UVA, che penetrano più in profondità e sono causa di invecchiamento cutaneo.
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Il prodotto solare che applichiamo può offrire una protezione verso i raggi UVA, UVB o entrambi. Il fattore di protezione solare abbreviato come SPF indica la protezione nei confronti dell’eritema indotto dai soli raggi UVB. Un SPF 20 filtra il 90% dei raggi UVB e un SPF 50 il 98%: come immediatamente visibile, non c’è molta differenza tra SPF 20 e 50, l’importante risiede nella giusta quantità di prodotto applicato e nella giusta ripetizione dell’applicazione. La protezione solare contro i raggi UVA è, invece, garantita dalla presenza sulla confezione del prodotto dell’apposito bollino o indicazione “UVA” e da un valore numerico in scala PPD o IPD che ne indica la chiara misurazione sperimentale dell’efficacia schermante. Rimane indubbio che un solare che non copre gli UVB ci farà scottare, mentre della mancata protezione verso gli UVA difficilmente ce ne renderemo conto e la nostra cute invecchierà sempre di più, visto che il danno solare è un danno in sommatoria che non si esaurisce dopo la stagione estiva.

I filtri solari possono degradarsi con l’azione dei raggi solari e diventare inattivi, oppure possono trasformarsi in composti intermedi ossidanti con azione pro-invecchiamento. Per questa ragione, esistono filtri chimici definiti foto-stabili in grado di resistere all’azione dei raggi solari. Esistono anche filtri definiti problematici che, essendo presenti in grande quantità e con grande possibilità di assorbimento, possono ritrovarsi in accumulo nell’organismo ed esplicare anche attività ormonale; tra questi ricordiamo l’Oxybenzone Benzophenone-3 (Bp-3), l’Octyl-methoxyssicinnamate (OMC), lìHomosalate (HMS), l’Octyldimethyl- PABA (OD-PABA) e il 4-Methylbenzyliden Camphor (4-MBC). Come riportato in letteratura, (Krause M. et al. “Sunscreens: are they beneficial for health? An overview of endocrine disrupting of UV-filters”, Int. J. Andro, 2012; 35:424-36 - Mark E. et al. “Current sunscreen controversies: a critical review”, Photoder. Photoimm. Photomed, 2011; 27:58-67), i filtri fisici creano una barriera al passaggio del raggio ultravioletto grazie alla presenza di minerali quali l’Ossido di Titanio e Biossido di Silicio, ma, spesso, la texture coprente e la colorazione bianca opaca connaturate ai minerali stessi non rendono il prodotto finale gradevole all’aspetto e all’utilizzo.

Ridurre le particelle minerali a nano strutture ha, peraltro, creato riduzione della capacità filtrante e possibile interferenza con le cellule del sistema immunitario e dei globuli bianchi (Sahu D. et al. Size-dependent effect of zinc oxide on toxicity and inflmmatory potential of human monocytes, J. Toxicol. Environ. Health A. 2014; 77 (4) 177-91). Nel 2006 la Commissione Europea ha bandito il concetto di filtro totale limitando i valori dell’SPF a basso (2-6), medio (8-12), alto (15-25), molto alto (30-50) e ultra (50+). E’ stato introdotto l’obbligo di menzionare specifiche avvertenze (non rimanere esposti al sole troppo a lungo anche se si utilizza un prodotto per la protezione solare, tenere i neonati e bambini piccoli lontani dalla luce diretta del sole, un’esposizione eccessiva al sole costituisce un grave rischio per la salute) e, nelle istruzioni d’uso, sono state aggiunte precisazioni relative alla necessità di applicare una corretta quantità di prodotto (2 mg x cm²) e di ripetere l’applicazione con frequenza per mantenere la protezione, soprattutto dopo aver traspirato o dopo essersi bagnati o asciugati.

Come abbiamo detto, esiste un danno ossidativo da sole che spesso non viene bilanciato dalle formulazioni cosmetiche solari. Una pelle preparata all’esposizione solare, costantemente idratata grazie al giusto cosmetico, a trattamenti di biostimolazione mirata e anche all’ausilio di particolari integratori orali, sarà più resistente al danno ossidativo foto-indotto e si macchierà con più difficoltà.I raggi ultravioletti inducono la produzione di melanina non a scopo di bellezza, ma a difesa delle cellule epidermiche che si ricoprono di questo pigmento schermante: per questo, in un’ottica anti-invecchiamento, è difficile promuovere l’abbronzatura e il ricorso a filtri chimici, ma, certamente, un giusto cosmetico potrà farci ottenere buoni risultati in termini di massima resa con minima esposizione ai raggi ultravioletti. Il prodotto cosmetico ideale deve, allora, promuovere l’attivazione delle melanina con attivi sia idroche liposolubili, neutralizzare l’attività dei radicali ossidativi e mantenere sempre un’adeguata idratazione. L’utilizzo di tali formulazioni cosmetiche deve iniziare nei giorni/settimane prima dell’esposizione solare al fine di preparare la cute e i melanociti a un periodo di stress; l’applicazione deve essere intensiva durante l’esposizione solare e avere caratteristiche emollienti e rigenerative per il post esposizione.

Villa Paradiso Cosmetics propone, con l’emulsione “Concept Solaire de Beauté”, il massimo che possiamo ottenere da un cosmetico da utilizzare prima, durante e dopo una corretta esposizione al sole. E’ possibile ricorrere anche a sostanze antiossidanti per via orale come il polypodium leucomotos, il betacarotene o le astaxantine, nel caso di forti fumatori, a thè verde titolato in EPGC (epigallocatechina -3- gallato) >40% e agli omega 3. Lo scopo di un prodotto solare non è quello di aumentare il numero totale di ore di esposizione, ma di permettere eventualmente un’esposizione ragionevole con meno rischi. Al Medico il compito di guidare il paziente nel percorso di una ottimale esposizione al sole tramite una corretta informazione, una precisa guida nella scelta del solare, mirati trattamenti medico-estetici, un’integrazione orale e un’opportuna cura cosmetica pre e post esposizione.