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18 aprile 2018
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18 aprile 2018

LE MALATTIE DELLA TIROIDE

Dott. Alessandro Marugo

In notevole aumento negli ultimi anni
Le malattie tiroidee sono in notevole aumento negli ultimi anni sia per l’affnamento delle tecniche diagnostiche, che permettono di effettuare diagnosi precoci, sia perchè effettuando una corretta prevenzione si arriva fortunatamente a diagnosticare problemi tiroidei quando sono ancora sono molto lievi.
La tiroide è deputata a produrre gli ormoni tiroidei che regolano ogni nostra funzione vitale, dalla funzionalità cardiaca alla produzione di energia, al metabolismo, alla memoria, alle mestruazioni...E’ per questo che alterazioni anche modeste della funzionalità tiroidea posso determinare sintomi anche lievi, a volte di diffcile attribuzione tiroidea che portano a pensare ad altre patologie ma che se diagnosticate in tempo si curano in maniera ottimale
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Le alterazioni funzionali della tiroide sono l’ipotiroidismo con sintomi quali stanchezza, faticabilità, aumento di peso, alterazioni mestruali, colesterolo aumentato, freddo..., l’ipertiroidismo con sintomi quali agitazione, tachicardia, rischio di fbrillazione atriale, dimagrimento, osteoporosi ed esoftalmo (occhi sporgenti).

Una patologia in grandissimo aumento sono le tiroiditi con particolare riguardo a quelle autoimmuni, la famosa “Tiroidite di Hashimoto”; questa è un affezione cronica che interessa la tiroide in cui il sistema immunitario non riconosce la nostra tiroide come parte del nostro corpo e scambiandola per qualcosa di esterno (tipo batteri e virus), la attacca producendo anticorpi (TPO-TGA) contro la nostra tiroide, che a lungo andare portano la tiroide verso l’atrofa per cui verso l’ipotiroidismo. Particolare attenzione a questo problema devono porre le donne in fase fertile in quanto questa patologia che è di per se asintomatica, e quindi speesso non si sa neanche di esserne affetti, porta ridotta fertilità ed aumentato rischio di abortività; da ciò la raccomandazione di eseguire sempre gli esami della tiroide completi quando si decide di pianifcare una gravidanza.

Le alterazioni morfologiche della tiroide sono invece essenzialmente rappresentate dai noduli tiroidei (o gozzo normalmente chiamato) che possono colpire fno al 40% della popolazione. La maggior parte dei noduli è benigna, solo il 7-10% è maligna. Il rischio di malignità nei gozzi multinodulari è analogo a quella del nodulo unico. La natura dei noduli, quando sospetti, va diagnosticata con un agoaspirato tiroideo che è l’esame fondamentale per sapere la natura del nodulo e decidere poi se asportarlo o curarlo. La terapia dei noduli tiroidei è fondamentale in questo senso in quanto si riesce con le opportune terapia ad impedire la successiva crescita del nodulo evitando così l’intervento chirurgico. L’Italia è un paese ad endemia gozzigena secondo la defnizione dell’OMS (presenza di gozzo in oltre il 5% della popolazione).

Uno dei paesi a maggiore carenza iodica al mondo è il Perù che è stato studiato come modello negli anni per i problemi legati alle malattie tiroidee. In Liguria, in particolare, il problema delle malattie tiroidee è particolarmente presente e la sua incidenza è molto amplifcata dalla carenza iodica.

Ricordiamo come lo iodio che è l’elemento fondamentale per la corretta funzionalità della tiroide non provenga come si creda dal mare, ma direttamente dalla nostra terra; ossia la quantità di iodio che arriva a noi dipende dalla quantità di iodio presente nelle rocce della nostra regione in quanto l’acqua piovana passando attraverso le rocce si arricchisce di tutta una serie di minerali tra cui appunto lo iodio; l’acqua fnisce poi alle piante, ai vegetali, alle coltivazioni, agli animali, ai bacini idrici e direttamente al nostro rubinetto di casa; in liguria e piemonte le rocce sono povere di iodio per cui nonostante la vicinanza al mare, queste sono regioni a carenza iodica.

Questo determina il fatto che le malattie tiroidee cliniche e subcliniche possono colpire fno al 40% della popolazione. L’uso da pochi anni del sale iodato sta dando una mano a risolvere questa situazione. Oltre alla carenza iodica esistono altri fattori che entrano nella patogenesi del gozzo. La maggior incidenza di noduli tiroidei nelle femmine (5-15 volte maggiore dei maschi), in particolare nell’adolescenza e pubertà, è dovuta al un ruolo predisponente degli estrogeni ossia gli ormoni femminili. Anche fattori ambientali come sostanze gozzigene nella dieta (brassicacee: rape e cavolo, manioca) o fumo di sigaretta, radiazioni (eredità di Cher-nobyl), obesità giocano un ruolo importante. Anche l’età comporta una variazione di prevalenza del gozzo (massima tra i 30 e 70 anni), con una incidenza maggiore di noduli tiroidei soprattutto se associata alla carenza iodica come in liguria appunto.

Ricordiamo inoltre come le alterazioni tiroidee, tra cui anche la sola carenza iodica, di cui spesso la donna non sa neanche di soffrire, possano infuenzare negativamente la delicata fase della gravidanza con problemi molto seri al nascituro se non diagnosticati in tempo.

Anche nella fase menopausale della donna sono più frequenti alterazioni tiroidee con maggiori rischi di osteoporosi. In ultima analisi quindi riassumendo possiamo dire che la prevenzione delle malattie tiroidee rappresenta un dato molto importante e questo soprattutto in regioni come la nostra dove la carenza iodica aumenta il rischio di malattie tiroidee e noduli.

Per quanto concerne il consiglio alla popolazione è quello di, se ci sono sintomi clinici (stanchezza, faticabilità, aumento di peso, alterazioni mestruali, colesterolo aumentato, freddo, o agitazione , tachicardia, nervosismo, dimagrimento, osteoporosi ed esoftalmo) che possano far sospettare una malattia alla tiroide, eseguire un prelievo di sangue per controllare la funzionalità della tiroide (Ft3-Ft4-TSH-TPO-TGA-Calcitonina) ed una ecografa tiroidea.

Questi esami inoltre, anche in assenza di sintomi, vanno eseguiti sempre in fase di pre e post gravidanza (come raccomandato dall’Endocrine Society, la più importante società scientifca al mondo) e in peri-menopausa. Come screening di prevenzione della patologia tiroide, invece basta eseguire 1 volta nella vita gli esami del sangue della tiroide e, se non fatta prima, una ecografa tiroidea, per poter diagnosticare in tempo patologie tiroidee che se non curate possono dare ulteriori seri problemi.