LA NUOVA RESPONSABILITA’ MEDICA: RESPONSABILITA’ CIVILE E PENALE
6 luglio 2018

RI-ABILITARE PER RI-COMINCIARE

a cura della Dott.ssa Paola Varese


Cari lettrici e cari lettori di Amica Bellezza, Inizia con questo numero una nuova rubrica in cui cercheremo di affrontare alcuni temi che le persone che hanno avuto un cancro si trovano a dover affrontare, spesso in solitudine, cercando risposte in un panorama talora confuso e, a volte, dominato da interessi di vario genere.
Non risponderemo a tutti dubbi e le paure ma cercheremo di condividere conoscenze consolidate.
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I temi che affronteremo sono:
- Il cancro come metafora: aspetti psicosociali della malattia, immagine corporea e aspetto fisico
- Integratori: fanno sempre bene? I pericoli nascosti e le interazioni con i farmaci
- La bellezza che nasce da dentro: alimentazione e stili di vita secondo il codice europeo contro il cancro
- I dermocosmetici: cosa evitare?
- Oltre il cancro: superare la disabilità del linfedema, non solo estetica - Le disabilità nascoste: incontinenza urinaria.

IO NON MI VERGOGNO! Le possibilità del medico estetico… Ma su segnalazione dei lettori potremo approfondire anche altre problematiche.

ANCRO: la malattia che colpisce il corpo e il cuore L’esperienza di malattia oncologica, determina nella storia di una persona quella che gli psicologi e sociologi della medicina definiscono una “ interruzione biografica”. Con il cancro, anche nei casi destinati alla guarigione e con minimi esiti fisici, c’è un “prima” e c’è un “dopo” che nella maggior parte dei casi comporta un radicale cambiamento interiore e in molti casi di vita. Non a caso gli anglosassoni, molto attenti alla espressioni di linguaggio distinguono tra disease, la malattia intesa nella sua concezione biologica e illness, che contestualizza la malattia nella storia esperienziale e sociale della persona. Nel 1977, Susan Sontag filosofa e saggista, a sua volta malata di cancro, aveva parlato della malattia come metafora e aveva richiamato l’attenzione sulle malattie a stigma sociale: un tempo la lebbra, ma oggi l’AIDS, la malattia mentale, l’epilessia e, in alcuni contesti , anche il cancro. Malattie spesso associate a un immaginario di colpevolezza, impotenza, che spesso aumentano la sofferenza e ostacolano scelte e soluzioni. Alla luce di queste osservazioni, la menomazione fisica acquisisce un significato diverso in base al tessuto sociale e la vita quotidiana della persona.

Perché partire da questa premessa con un pubblico di lettrici/ lettori di Amica Bellezza?
Perché chi si rivolge al Medico estetico in genere, intende correggere una situazione di “disagio estetico” che, prima ancora di essere fisico e funzionale, è un disagio di se stessi e della propria vita di relazione, spesso a prescindere dalla stessa malattia. Essere consapevoli di questi aspetti può aiutare all’accettazione di sé, del proprio fisico cambiato e può condurre a scelte più consapevoli, anche nel settore della Medicina estetica.

LE DIMENSIONI DEL PROBLEMA
Le persone con esperienza di cancro in Italia sono oggi oltre 3 milioni e ogni anno 300 mila nuove persone devono affrontare un percorso di malattia. In uno studio F.A.V.O. (Federazione Italiana delle Associazioni di volontariato in Oncologia) condotto con il CENSIS nel 2011 abbiamo chiesto a 1033 pazienti in chemioterapia in vari DH oncologici di Italia quali siano stati i principali ambiti di vita in cui sono emersi i principali problemi dopo la diagnosi: nel 35.3% dei casi è risultato essere quello psicologico.

IMMAGINE CORPOREA E ESTETICA: ESSERE CONSAPEVOLI DI CHI SIAMO E VOGLIAMO ESSERE
Molto spesso i due termini immagine corporea e aspetto fisico vengono utilizzati come sinonimi. Ma non è così! L’immagine corporea è l’immagine di noi stessi “interiorizzata”, non quello che riflette lo specchio ma quello che la nostra mente vuole vedere. Questo problema è assai ben noto a chi si occupa di anoressia mentale, grave patologia in cui le giovani ragazze ormai cachettiche continuano a vedersi obese. Meno diffusa è la consapevolezza dell’immagine corporea “da malato di cancro”: ci sono persone che si vedono malate di cancro anni dopo il percorso di malattia e a guarigione ottenuta. Lo shock della perdita dei capelli o la pelle che appare secca, disidratata, la peluria che compare sul viso per effetto dei trattamenti, le adiposità da menopausa indotta, possono causare una cicatrice interiore irreparabile che in alcuni casi sfocia nella ricerca ossessiva di interventi estetici eccessivi, quanto inutili. Un adeguato supporto psicologico in molti casi deve precedere o accompagnare la chirurgia e medicina estetica. In questo senso il Medico estetico deve entrare a far parte di una equipe “allargata”, anche virtuale, dove i vari specialisti si confrontano nel comune progetto di ridare alla / al paziente un nuovo equilibrio “ bio-psico-sociale”, riabilitandolo a una nuova vita.