IL LIFTING SENZA BISTURI
31 maggio 2018
LA DIETA
14 giugno 2018

TRATTAMENTO DELLE CICATRICI E DELLE SMAGLIATURE

a cura del Dott. Walter Bugiantella, Dott. Bruno Bovani, Dott. Roberto Dell’Avanzato


MEDIANTE LASER FRAZIONALE NON ABLATIVO
Le cicatrici sono tra gli inestetismi più diffusi. Esse possono essere dovute a un trauma, a un’ustione o a un processo infiammatorio (molto comuni sono le cicatrici post-acneiche): una qualsiasi lesione della cute viene riparata tramite un processo specifico che comporta la sostituzione dei normali tessuti di derma ed epidermide con un tessuto fibroso, quindi meno elastico e diverso dalla cute sana, privo degli annessi cutanei (peli, ghiandole sudoripare e sebacee) tendenzialmente più chiaro (ipocromico), e diverso da persona a persona. Infatti il processo ripartivo cicatriziale è influenzato da numerosi fattori: agente che ha prodotto la ferita, area del corpo interessata, età, genetica.
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Molto importanti sono inoltre le modalità con cui si è provveduto a curare (sutura, antibiotici, creme) e a proteggere la ferita (dagli agenti esterni e dalle radiazioni solari). Per i fattori sopra detti il processo di riparazione può portare alla formazione di una cicatrice normale oppure ipertrofica, o atrofica, o cheloidea, normocromica oppure discromica (più chiara o più scura rispetto alla pelle circostante). Quindi per motivi fisiologici una cicatrice non potrà essere mai come la cute normale, ma esistono vari rimedi per migliorarla e renderla simile alla pelle sana. Nella fase di guarigione della ferita (primi 7-14 giorni), è necessario somministrare terapia antibiotica e provvedere a medicazioni sterili ripetute. Nelle successive 4-8 settimane è opportuno applicare creme che abbiano azione anti-infiammatoria, idratante e protettiva. L’utilizzo del PRP (plasma ricco di piastrine, un derivato del sangue ricco di fattori di crescita e fattori anti-infiammatori) e delle cellule mesenchimali del grasso (cellule totipotenti in grado di stimolare la riparazione e rigenerazione tissutale) si è dimostrato molto efficace nell’accelerare il processo di guarigione della ferita e nel ridurre l’effetto cicatriziale se impiegati nelle prime settimane di riparazione della cicatrice e in associazione al laser.

Il cardine dei trattamenti delle cicatrici rimane comunque il laser, ablativo o non ablativo. Il laser ablativo è stato introdotto negli anni novanta, esso è in grado di provocare un’ablazione controllata della cute svolgendo azione levigante e stimolante la rigenerazione di nuove cellule (fibroblasti) e di nuove fibre collagene. L’ablazione cutanea è però una procedura invasiva, che richiede lunghi temi di guarigione, oltre che manualità ed esperienza, talvolta possono verificarsi complicanze da non sottovalutare, soprattutto se utilizzata a fini estetici (croste, dolore, rischio di infezioni, ipo e iperpigmentazioni, cheloidi). La successiva introduzione del laser frazionale ha sensibilmente ridotto l’incidenza di tali possibili complicanze pur garantendo un efficace risultato estetico. Il laser frazionale è una metodica che crea dei minuscoli canali a varie profondità nella pelle (da 0.2 a 1.5 millimetri, a seconda della potenza utilizzata), intervallati da tessuto sano. Numerose sono le lunghezze d’onda laser proposte, sia quelle ablative (CO2 ed Erbium Yag) che quelle non ablative (1450, 1470, 1540, 1565 nm). Fra le varie possibilità, la lunghezza d’onda non ablativa 1470 nm sembra la più indicata grazie al suo maggiore assorbimento da parte dell’acqua e del grasso e alla minore energia impiegata per creare i microcanali cutanei (del diametro di 200 micron), rispetto alle altre lunghezze d’onda. Minore energia erogata equivale a minore dolore per il paziente e quindi a maggiore comfort nel periodo post-procedura e più breve tempo di guarigione (da un minimo di 24-48 ore ad un massimo di 10 giorni a seconda dei parametri usati).

Il laser frazionale determina una coagulazione non-ablativa dell’epidermide e una stimolazione termica del derma profondo. Gli effetti di un laser non ablativo sul collagene non sono immediati, ma richiedono 3 settimane circa affinché si rigeneri; se si utilizza una tecnica frazionale saranno necessarie più sedute per ottenere un risultato visibile (almeno 3 a distanza di 30 giorni). Negli anni i laser frazionali e la tecnologia non ablativa si sono notevolmente evoluti e diffusi proprio perché i loro effetti secondari sono minimi, il dolore è notevolmente ridotto e non è necessario alcun periodo di convalescenza dopo il trattamento. Il manipolo degli apparecchi è dotato di uno scanner che permette di adattare l’emissione dei raggi laser personalizzando il trattamento in base alle caratteristiche di ciascuna zona del corpo e al risultato che si vuole ottenere. Infatti parametri quali potenza, durata, densità e ripetizione degli spot possono essere facilmente modificati anche durante il trattamento per ottimizzarlo in base alla zona bersaglio. Lo scanner permette di eseguire procedure non ablative (il laser provoca la coagulazione di microcanali di epidermide e derma, gli effetti secondari sono minimi) o anche ablative (il laser provoca la necrosi dei microcanali di epidermide e derma, ne risultano edema ed eritema maggiori e la formazione di minuscole croste puntiformi della durata di circa 7 giorni). Ad esempio, in caso di cicatrici post-acneiche del volto, per il trattamento delle aree cicatriziali vengono impiegati spot con potenza e densità maggiore, mentre sulla cute circostante si utilizzano parametri più leggeri. La stessa cosa vale per le cicatrici post-traumatiche. Il laser frazionale può essere impiegato con ottimi risultati nel ringiovanimento cutaneo (viso, collo, decolté) e nel trattamento delle smagliature. Con basse potenze possono essere trattate rughe e invecchiamento lievi, con potenze crescenti rughe e invecchiamento più marcati, sempre in modalità non ablativa.