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Medicina Rigenerativa

Dr.ssa Barini

Intervista alla dottoressa Clelia Barini

A cura di Alessandra Conforti

Lo scorso giugno è stata lanciata una nuova metodica di medicina rigenerativa sviluppata completamente in Italia e utilizzabile per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile e femminile ma anche in molti altri campi come la rigenerazione cutanea e ossea.
Ce ne parla la dottoressa Clelia Barini.

“Si tratta di una metodica tutta italiana sviluppata e sperimentata nell'arco di circa dieci anni e recentemente lanciata in Italia che può essere utilizzata in vari campi come: rigenerazione cutanea e ossea, la terapia dell’alopecia androgenetica sia maschile che femminile ma che in futuro potrebbe avere anche altre applicazioni. Ovviamente gli utilizzatori devono essere medici esperti e la tecnica può essere eseguita in ambulatorio chirurgico”.
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In pratica di cosa si tratta e come avviene questa metodica?
E' una metodica mini-invasiva che si inserisce nell'ambito della Medicina Rigenerativa: si pratica un micro innesto cutaneo col quale si vuole ottenere un miglioramento della vascolarizzazione e della vitalità del derma e del cuoio capelluto. In pratica si effettua un piccolo prelievo di materiale cutaneo nella regione retro auricolare (dietro l’orecchio). La quantità di materiale prelevato è estremamente modesta, grande come una lenticchia, ma, nonostante le scarse dimensioni in tale sede vi è una alta concentrazione di vasi e di cellule appartenenti alla cosidetta frazione vascolo-stromale cioè sono cellule che si trovano nelle immediate vicinanze dei vasi e che sono responsabili di due importantissimi processi: la neo-angiogenesi (sviluppo e maggior efficienza di un vaso pre-esistente) e la neo-vasculogenesi (creazione di un nuovo vaso). Questi due processi sono fondamentali poichè una vascolarizzazione ed un aumento dell'efficienza vasale è in grado di dare nuova vitalità ai bulbi piliferi; questo processo è indispensabile per ottenere nuova vitalità nel bulbo danneggiato o "addormentato". Se volessimo fare un parallelo con un fenomeno conosciuto a tutti potremmo immaginare ciò che accade ad un campo in cui le piante sono sofferenti a causa della mancanza d'acqua e che ritrovano vigore grazie ad una generosa irrigazione, così i bulbi piliferi, che si trovano privi di nutrimento, grazie a questa metodologia ritrovano vitalità.



Da un punto di vista operativo:
Il tessuto prelevato viene inserito in una capsula brevettata. All’interno di questa capsula delle lame particolari disgregano il materiale creando una lamina di cellule staminali in cui è presente un’altissima vitalità cellulare: il 70% delle cellule prelevate mantiene vitalità e grandi capacità rigenerative. Questa alta vitalità cellulare è alla base del successo dei micro innesti autologi che consentono una rivascolarizzazione e un aumentato del trofismo dei tessuti trattati. Dopo questo procedimento di disgregazione e filtrazione è opportuno diluire la soluzione ottenuta con soluzione fisiologica prelevando direttamente il materiale ottenuto dal medical device senza rischio di contaminazione. È necessario avere a disposizione circa 4 ml di soluzione con cellule altamente vitali per poi procedere ad iniettare con tecnica infiltrativa nei tessuti nei quali vogliamo promuovere processi rigenerativi. Quindi, nel caso delle alopecie androgenetiche, per favorire l' INCREMENTO DELLA VITALITA' DEI BULBI PILIFERI e, conseguentemente un aumento del trofismo del capello. Da ricordare che, proprio per quanto riguarda il trattamento dell’alopecia androgenetica, esistono delle linee guida e una scala di riferimento in 8 punti che consente di decidere se effettuare il micro innesto autologo oppure no. Quindi con punteggi compresi tra 5 e 8 è consigliabile eseguire la metodica, un punteggio di 5 è borderline e ci dà quindi un cauto ottimismo mentre con un punteggio di 4 non è favorevole. Il che non significa che non si possa eseguire la metodica ma solo che le aspettative di buon esito devono essere più basse.



Chi può trarre beneficio quindi dalla terapia?
Individui di sesso maschile e femminile che hanno ridotte quantità di bulbi piliferi o presentano capelli radi, sottili e con scarsi segni di vitalità (lucentezza, rapidità della crescita…). Questa metodica di Medicina Rigenerativa consente di effettuare con successo interventi su problemi legati alla vitalità del capello (rado, fine, sottile, ..) ma ci apre un nuovo capitolo dalle molteplici applicazioni: lassità cutanea, cicatrici, smagliature, rigenerazione ossea mandibolare e la sperimentazione e la pratica clinica confermano questa grande ed importante metodica come una delle più innovative strategie mediche.