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IL RUOLO DELLA RIABILITAZIONE

a cura della Dott.ssa Carla Puletti


IL RUOLO DELLA RIABILITAZIONE ai fini estetici nel paziente oncologico
La riabilitazione oncologica è un settore della riabilitazione tradizionale, formata da professionisti qualificati, che si occupa, nel limite del possibile, del recupero fisico, psicologico e sociale nei pazienti affetti da cancro ed è finalizzata a:

- garantire benessere per raggiungere il miglior livello di vita possibile
- ritrovare autostima, autoaffermazione, relazioni affettive e interpersonali
- minori restrizioni possibili nelle loro scelte
- ritrovare una nuova dimensione di vita
- riappropriarsi della loro esistenza per sentirsi meglio
- ritrovare la propria bellezza e sentirsi soddisfatti del proprio fisico
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Tutti i pazienti oncologici, non solo si trovano ad affrontare pesanti percorsi terapeutici, ma si trovano anche ad affrontare sfide che coinvolgono la sfera emotiva ed il benessere sociale. I trattamenti prescritti e i loro effetti a carico delle zone del corpo interessate, possono alterare drasticamente la propria immagine. Ci rivolgiamo soprattutto alle pazienti operate al seno per carcinoma mammario, le quali si ritrovano a pensare della loro immagine in maniera differente, per via dei cambiamenti del loro aspetto esteriore e della loro forma corporea, ovvero si possono vedere meno attraenti, diverse, sentirsi insicure e segnate da un intruso che si è insediato nel proprio corpo.
La riabilitazione oncologica è finalizzata non solo al recupero funzionale del corpo, ma è anche parte integrante per un recupero estetico in quanto si avvale di protocolli terapeutici di prevenzione e curativi che favoriscono una ripresa dei pazienti oncologici con il proprio corpo e con gli altri. è una riabilitazione della propria immagine a 360 gradi che offre ai pazienti oncologici la possibilità di ritrovare in un’equipe multidisciplinare, tutto ciò che occorre per raggiungere l’obiettivo del benessere, ovvero star bene con sé stesso in quanto soddisfatta del suo nuovo aspetto fisico e della propria bellezza.
Il fisioterapista, specializzato nella riabilitazione oncologica, rappresenta una figura molto importante nel percorso terapeutico ed emotivo delle pazienti oncologiche.
Con il massimo impegno si prendono cura di loro per far sì che possano riprendere, il prima possibile, la propria identità e la propria quotidianità.
Il fisioterapista in collaborazione con il chirurgo plastico oncologo che prescrive la fisioterapia, esegue trattamenti settimanali, sia durante che dopo la chemio e la radioterapia, con lo scopo di migliorare tutti gli esiti funzionali post chirurgici e post radioterapici.
La paziente operata al seno è maggiormente esposta ad un disequilibrio psicologico, in quanto si vede intaccare dall’intruso quella parte del proprio corpo che rappresenta femminilità, maternità, sensualità e bellezza.
Il fisioterapista trattando la paziente nell’immediato post intervento, restituisce la quasi o piena funzionalità quotidiana e la bellezza del proprio seno ricostruito partendo dalla cicatrice, fino alla morbidezza del seno stesso, tanto da sentirlo quasi, se non del tutto come proprio.
La cicatrice rappresenta un problema estetico, emotivo e fisico, difatti può essere un disagio psicologico (il ricordo del cancro) e un fastidio fisico (può dare prurito, può infettarsi, provocare dolore e limitare l’escursione articolare). Rispettando le fasi di guarigione della cicatrice nei modi e nei tempi, si può effettuare un trattamento immediato, (nella fase di riepitelizzazione) e ciò significa pilotare il processo di guarigione in tempi brevi e nel miglior modo possibile senza altre complicazioni.
La mobilizzazione della mammella ricostruita, secondo indicazione del chirurgo plastico, inizia dopo 10/15 giorni con movimenti delicati e lenti in modo da creare un pò di mobilità alla protesi all’interno della capsula fibrosa evitando così contratture capsulari.

Recuperando la propria immagine corporea e accettando questo nuovo capitolo della propria vita in maniera serena, la paziente inizia a spostare la sua attenzione in altre parti del corpo cercando di migliorare gli inestetismi preesistenti o quelli venuti in conseguenza dell’iter delle terapie. L’aspetto estetico non è da sottovalutare in quanto la paziente è ancora in cerca della sua identità, essere donna come tante altre che non hanno avuto il suo stesso problema. Preoccuparsi della cellulite, del tessuto rilassato, dei suoi cuscinetti adiposi e delle rughe che segnano il suo viso, significa vivere, rimettersi in forma dopo le terapie e non sentirsi abbandonata in questa lotta contro la malattia. Il fisioterapista che con amore, dedizione e pazienza si è preso cura della paziente, può, dopo aver consultato il medico oncologo, occuparsi anche di questo aspetto ovvero fare sedute di trattamenti fisioestetici localizzati quali il linfodrenaggio manuale, la stimolazione meccanica (ENDERMOLOGIE), il dermotaping, i massaggi rilassanti e trattamenti con macchinari medicali non invasivi, sempre nella massima attenzione delle indicazioni del medicoI risultati che si ottengono riguardano, oltre alla sfera emotiva ed estetica, anche altri aspetti quali:
- edazione del dolore
- miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica
- recupero della elasticita’ del tessuto
- recupero delle ampiezze articolari
- recupero della qualita’ di vita
Inoltre, avere delle risposte positive, in tempi ristretti, ad esigenze estetiche e funzionali, si raggiunge un miglioramento della qualità della cute riattivando naturalmente il sistema veno-linfatico e la sintesi di collagene ed elastina con il risultato di un tessuto più compatto ed elastico. L’accettazione della malattia tumorale è un punto molto delicato: alcuni studi dimostrano che il grado di depressione, di ansia e di stress aumentano con sopraggiungere delle complicanze ed esiti funzionali post intervento (soprattutto quando si conclama il LINFEDEMA).
Per questo motivo è di fondamentale importanza prendere in cura le pazienti oncologiche sin dall’inizio prenderle per mano in un momento per loro buio e di solitudine e si cammina insieme durante questo percorso fino a che la pz riacquista fiducia in se stessa, inizia a stare meglio e si riappropria della sua vita.