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MEDICINA ESTETICA SENZA ETA’

a cura della Dott.ssa Tiziana Lazzari


Nell’ultimo decennio i progressi in campo medico-scientifico per contrastare l’invecchiamento fisico sono stati sorprendenti tanto che la vita media dell’individuo si è sensibilmente allungata.
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Di pari passo è cresciuta l’attenzione per il nostro corpo, per il nostro “aspetto”, ricorrendo sempre di più ai rimedi estetici antietà, ad una corretta alimentazione e al wellness. Il tutto mossi dal desiderio di adeguare un aspetto giovanile gradevole ad una prestanza fisica ancora notevole e ad una vita lavorativa e sociale spesso ancora molto attiva.

L’esigenza di acquisire e mantenere il benessere psico-fisico può essere soddisfatta anche nella terza età ricorrendo ad interventi poco invasivi ed adeguati alla situazione del singolo. La strategia può essere attuata attraverso interventi più superficiali o un pò più profondi.

I trattamenti “superficiali” consentono di migliorare la compattezza della pelle, di eliminare macchie scure (anche quelle odiose delle mani) o rosse (couperose) e di correggere le microrughe. Stiamo parlando di trattamenti quali peeling, fotoringiovanimento, laser resurfacing, laser frazionati di nuova generazione.

Intervenendo più in profondità si può migliorare la struttura della cute, aumentarne il turgore e l’elasticità, attenuare rughe più marcate come quelle che si formano ai lati del naso, della bocca e del mento. Le tecniche più “profonde” si basano essenzialmente sull’utilizzo di filler e sostanze per la biorivitalizzazione.

Un buon punto di partenza per chi decide di avvicinarsi al mondo della medicina estetica nella terza età è quello di sottoporsi ad un peeling. Questo trattamento, dall’inglese “to peel” (pelare), ha lo scopo di attenuare alcuni inestetismi cutanei, come le rughe, le macchie e diverse irregolarità superficiali. La vecchia pelle viene parzialmente eliminata, per essere sostituita da una nuova, di solito più levigata e regolare. Si possono così ottenere miglioramenti spesso di grado elevato. Tanto più grave è il difetto da correggere, tanto maggiore deve essere lo spessore della pelle da distruggere; più lungo sarà però, in proporzione, anche il periodo di convalescenza e più grande il rischio di complicazioni.

Le indicazioni del peeling spaziano dall’eliminazione di qualche piccola macchia, sino alla completa rigenerazione della pelle danneggiata dal sole di una 50-60enne o alla levigatura delle cicatrici lasciate da un’acne aggressiva. Queste tecniche di “rinnovamento” cutaneo consentono ottimi risultati solo se si eseguono scrupolosamente le istruzioni che vengono riassunte di seguito, pur ricordando che è sempre possibile incorrere in complicazioni.

Salvo prescrizioni individuali, è necessario attenersi a norme precise, che variano in rapporto alla profondità del peeling. In buona parte dei casi è richiesto di preparare la pelle prima dell’intervento con creme esfolianti per un periodo variabile da 15 giorni a tre mesi. Se necessario, specifiche istruzioni verranno trasmesse dal medico. Per un periodo di due settimane prima e dopo qualsiasi peeling, e’ indispensabile evitare trattamenti traumatizzanti per la cute, quali elettrodepilazioni, cerette, maschere, tinture dei capelli e permanenti, ecc. Occorre segnalare sempre l’eventuale comparsa ricorrente di herpes ( “febbre” labiale ), che deve essere prevenuta con farmaci adatti.

Nel vasto panorama dei peeling, quelli “leggeri” sono i più proponibili perché non hanno bisogno di cure post-operatorie impegnative e la convalescenza è brevissima. I peeling più leggeri (ad esempio quello con l’acido glicolico) causano solo un arrossamento, che di solito non dura più di 2-3 giorni e che può essere camuffato con un fondo-tinta.

L’acido tricloroacetico al 30% ed altri prodotti più caustici provocano un peeling più profondo e, di conseguenza, dopo l’iniziale arrossamento, la cute diviene talvolta brunastra per 2-3 giorni, poi si arrossa di nuovo e infine torna di colore normale. Durante il giorno si devono usare unguenti o creme idratanti per favorire la rigenerazione. Per ottenere un miglioramento più concreto, questi peeling sono normalmente ripetuti 4-6 volte. Se si desidera uscire all’aria aperta è necessario usare un fondo-tinta schermato (con filtro totale), evitando però di esporsi volontariamente al sole fino al almeno due settimane dopo l’ultimo trattamento.

Superato lo scoglio del primo trattamento e la paura di trovarsi troppo “diversi”, il passo successivo può essere la Biorivitalizzazione. Si tratta di una tecnica iniettiva che permette, mediante sottilissimi aghi o particolari microcannule atraumatiche, di depositare nel derma profondo una miscela di prodotti naturali a base di acido ialuronico, vitamine ed aminoacidi. In pratica il medico utilizzerà un complesso antiaging attivo, in grado di migliorare l’idratazione ed il trofismo cellulare, di apportare principi attivi indispensabili per la dermoristrutturazione, di proteggere dai radicali liberi e dallo stress ossidativo. In particolare, l’acido ialuronico garantisce alla pelle elasticità, tono, turgore ed idratazione. Protegge inoltre i fibroblasti dall’azione citotossica dei radicali liberi.

I minerali, invece, indispensabili per il corretto svolgimento delle funzioni cellulari essenziali e di numerosissime reazioni enzimatiche e metaboliche, difendono la cute dallo stress ossidativo. Gli aminoacidi agiscono sulla sintesi proteica dei fibroblasti, svolgendo un ruolo molto importante nella produzione di collagene ed elastina della matrice extracellulare ed infine le vitamine regolano il metabolismo degli acidi grassi, contrastano i danni da raggi UV e neutralizzano i radicali liberi, promuovendo la crescita e il turnover tessutali.

Questo particolare complesso antiaging sinergico si integra perfettamente con ogni altro trattamento dermoestetico per un effetto antiaging potenziato.

È adatto a tutti i tipi di pelle, in pazienti di tutte le età, per applicazioni su piccole e grandi superfici. Saranno sufficienti cicli di 4-5 sedute, alla distanza di circa due-tre settimane l’una dall’altra. Il trattamento è sicuro, affidabile, ripetibile nel tempo e privo di effetti collaterali, se non qualche ecchimosi transitoria ed un leggero gonfiore immediatamente dopo il trattamento. L’impiego dei biorivitalizzanti nel viso è una metodica che riconosce al suo attivo tanti anni di esperienza e di successo perché ha consentito in modo del tutto naturale di ripristinare le perdite fisiologiche di tonicità e di idratazione legate al foto, ed al crono-invecchiamento.

Forti dei successi ottenuti nel trattamento del viso, la biorivitalizzazione è stata gradatamente estesa ad altre zone del corpo quali possono essere collo, il decolleté, le mani.

Per finire, si è pensato di ristrutturare quelle zone del corpo che maggiormente dimostrano i segni dell’invecchiamento, quali l’interno braccia, l’interno cosce, la zona periombelicale con risultati già subito visibili dopo poche sedute di trattamento.

Gli specialisti hanno quindi chiesto ad aziende produttrici del settore di realizzare delle formulazioni specifiche per il trattamento di aree estese del corpo, che tenessero in conto le caratteristiche strutturali di questi tessuti, anatomicamente differenti da quelli del viso. Tutti questi interventi di dermatologia plastica consentono di agire in armonia con il naturale aspetto fisico e con rischi ed effetti collaterali minimi anche in rapporto all’età.

Gli effetti dei trattamenti, proprio per la loro “naturalezza”, hanno una durata di qualche mese e vanno ripetuti periodicamente.

Per quanto questo possa sembrare un limite, in realtà la loro reversibilità consente di eseguire le correzioni più idonee man mano che il tempo passa ed incide in maniera progressiva sulla pelle e sulla struttura del volto.